Home Firenze Affollamento classi e organico Covid. Le scuole mugellane scrivono all’ufficio scolastico regionale

Affollamento classi e organico Covid. Le scuole mugellane scrivono all’ufficio scolastico regionale

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La questione del sovraffollamento delle classi (le classi pollaio, altrimenti detto) e la richiesta di proroga dell'organico Covid (al centro del dibattito anche a livello regionale) è stata oggetto di una lettera inviata da alcuni presidenti dei Consigli di Istituto della zona all'Ufficio Scolastico Regionale in merito alla riapertura di settembre (). Proprio sul tema Curtolo è stato sentito dalla commissione Istruzione e Formazione del Consiglio Regionale (e dopo il testo della lettera inviata dai mugellani troverete la nota del Consiglio Regionale).

Ecco la lettera dei presidenti dei Consigli di Istituto Mugellani:

Alla c.a. dott. Roberto Curtolo
Dirigente USR Toscana
Firenze
e p.c. a:
Presidente Regione Toscana, Eugenio Giani
Assessora all’Istruzione, Alessandra Nardini
Presidente del Consiglio Regionale Toscano, Antonio Mazzeo
e a:
Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Istituto della Toscana
Dirigenti scolastici degli Istituti di appartenenza dei cofirmatari
Rappresentanti di classe degli Istituti di appartenenza dei cofirmatari
Sindaci dei Comuni interessati
11.06.2021

Gent.mo dott. Curtolo,
nell’affrontare la programmazione e l’organizzazione del prossimo anno scolastico 2021-2022 molti dei Consigli di Istituto che coordiniamo e rappresentiamo si sono trovati di fronte a notizie di ulteriori tagli e riduzioni di sezioni e di personale. Ci è stato anche comunicato che non esiste al
momento alcuna certezza che nei mesi prossimi verrà rinnovato l’incarico al personale docente e ATA cosiddetto ‘covid’, che nell’anno durissimo che ora volge a termine, ha dato nei nostri Istituti un contributo fondamentale alla sicurezza di tutti, consentendo l’attuazione di provvedimenti che si sono rivelati indispensabili al fine di limitare i contagi.

Queste notizie dunque ci sorprendono e ci allarmano. Alcune famiglie a queste novità stanno reagendo con comprensibilissima inquietudine e con vive proteste. Nonostante infatti si stia osservando in queste settimane un calo considerevole dei decessi e dei ricoveri per infezione da covid-19 è indiscutibile che il virus circoli ancora in Italia così come in più parti del mondo, e se anche i progressi della campagna di vaccinazione in corso inducono a essere maggiormente speranzosi per il futuro, è ancora incerto quale esattamente sarà la situazione dell’epidemia in autunno e troppe sono le variabili ancora sconosciute, troppe le incognite per poter pensare, come tutti pure ci augureremmo, a una ripresa dell’anno scolastico che veda la pandemia ormai
definitivamente alle spalle. Ci domandiamo: in questo contesto è saggio e prudente andare incontro al prossimo anno scolastico con personale nuovamente ridotto e con classi più affollate? e nel caso fossimo in ottobre di nuovo di fronte a un peggioramento dell’emergenza sanitaria, ci sarebbe il
modo di reperire in tempi stretti personale che garantisca classi meno gremite, adeguati scaglionamenti in entrata e in uscita e un efficiente protocollo di sanificazione? si pensa forse di affidarsi alla sola didattica digitale integrata in caso di nuove emergenze? non è bastata l’impreparazione scontata all’inizio della pandemia, e non sono bastate tutte le sue dolorose conseguenze?

Al di là di tutto questo, quand’anche ci fosse ragione di sperare e immaginare un inizio di nuovo anno scolastico alleggerito dalle preoccupazioni causate dall’epidemia, è giusto riproporre alle famiglie – chiediamo – il volto di un’amministrazione scolastica che taglia e riduce personale e servizi? Maggiore disponibilità di personale, assegnazione definitiva dei docenti entro l’inizio dell’anno scolastico, spazi più ampi, classi meno affollate e più vivibili nonché una maggiore attenzione alle problematiche delle scuole localizzate in aree geografiche svantaggiate, sono nei desideri di tutti, specialmente adesso che dei tagli su sanità e sistema scolastico stiamo duramente scontando gli effetti. Proprio adesso che lo Stato può approfittare di fondi ingenti per potersi
risollevare dopo la pandemia, ci presentate disinvestimenti e contrazioni di classi e personale? Dovremmo forse contentarci dei fondi concessi per il Piano Estate?

La preghiamo di far Sue queste nostre riflessioni e di provvedere, per quanto è in Suo potere, a restituire alle comunità scolastiche che da lei dipendono concrete e migliori condizioni di vivibilità e di salute. E anche di aiutarci a far comprendere a chi sopra di Lei ha la possibilità e la responsabilità di decidere quanto sia stata grande nei mesi passati l’attesa di una svolta da parte dell’amministrazione scolastica e quanta amarezza provochi adesso vedere quelle speranze disattese.

Confidiamo nel Suo impegno e in una Sua risposta aperta, costruttiva e sincera a questa nostra sollecitazione.
Con i nostri saluti più cordiali,
Elena Perla Simonetti
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Vicchio
Antonio Costa
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Barberino del Mugello
Michele De Donatis
Presidente del CdI – Istituto di Istruzione Superiore “Giotto Ulivi”, Borgo San Lorenzo
Marco Giovannoni
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Fiesole
Fabrizio Lucherini
Presidente del CdI – Istituto di Istruzione Superiore “Chino Chini”, Borgo San Lorenzo
Giuseppe Marrani
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di “Scarperia – San Piero”
Gloria Orlandi
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Firenzuola
Debora Racanati
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Dicomano, Londa, San Godenzo
Andrea Romeo
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Borgo San Lorenzo
Massimiliano Zaccarini
Presidente del CdI – Istituto Comprensivo di Marradi e Palazzuolo

Di seguito invece il comunicato del Consiglio Regionale arrivato in redazione:

Firenze – Modificare la norma del 2009 che impone vincoli stringenti e mal si concilia con la situazione post pandemia. L’organizzazione amministrativa delle classi, cristallizzata ad oltre un decennio fa, è sul tavolo della commissione Istruzione e formazione del Consiglio regionale, guidata da Cristina Giachi (Pd), che punta a scrivere un atto di indirizzo per adeguare le disposizioni al presente, ma che intende anche sollecitare il Governo a mettere in campo il cosiddetto ‘organico Covid’, una delle novità dell’emergenza sanitaria pensato per sopperire alle necessità delle scuole che al momento non risulta confermato per il prossimo anno scolastico.

Da quanto appreso nel corso dell’audizione con l’ufficio scolastico regionale, la capacità numerica delle classi, strettamente legata alla disponibilità di docenti, non può essere una libera scelta di questo o quell’istituto, men che meno dell’ufficio regionale. L’organizzazione del sistema scuola si muove su due parametri: equilibrio e sussidiarietà territoriale. Questo significa, come rilevato da Roberto Curtolo, che l’aumento di una classe in un plesso significa tagliarne un’altra altrove perché occorre tener conto, oltre che della popolazione scolastica come certificata all’anagrafe, anche della presenza di studenti diversamente abili e del contesto in cui si trova la scuola, se in zona montana o insulare ad esempio. “L’ufficio – ha spiegato Curtolo – gestisce esclusivamente il personale disponibile e al momento, dati alla mano, la disponibilità di docenti per il prossimo anno è inferiore di circa una sessantina di unità rispetto all’anno 2020-2021”. Oltre al personale, cala anche il numero degli alunni: in provincia di Firenze, ma il dato è in linea con quello del resto della Toscana, gli iscritti alla materna diminuiscono di 1560, nella primaria mancano 575 alunni, nella secondaria di primo grado gli studenti in meno sono circa 600. Regge, con un leggero aumento, la scuola secondaria di secondo grado dove si è registrata una domanda di iscrizione di 475 alunni in più.

Su questi dati e sul fatto che il ministero dell’Istruzione, sentito quello di Economia e finanza, ha confermato il budget disponibile (identico a quello dell’anno scorso), il sistema scuola Toscana non ha alcuna possibilità di rispondere al nodo sovraffollamento classi sollevato da molte famiglie. “Ore e posti sono cristallizzati. Dobbiamo garantire l’accesso nel rispetto della spesa autorizzata e nei limiti di equilibrio e rispetto del principio di sussidiarietà dettati per legge”, ha aggiunto Curtolo.

Unica chance resta l’attivazione dell’organico Covid e il ministero delle Finanze sta lavorando per rivedere la capienza di fondi e quindi modificare il numero di studenti per classi. Le risorse potrebbero essere trovate nel Pnrr. Anche per accompagnare e sostenere questa iniziativa nazionale, la presidente Giachi sta predisponendo un atto di indirizzo specifico

 

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