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Covid, Rasi “Terza dose scelta sensata”

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“Una pandemia ci costringe a ragionare senza schemi. La terza dose, nei momenti di emergenza, ha un grande vantaggio: fa riaumentare gli anticorpi in modo rapido, anche due-tre giorni, e li riporta a livelli perfino superiori a quelli della seconda dose. Quando abbiamo bisogno di proteggerci nell’immediato, è una scelta sensata”. Così Guido Rasi, immunologo e consulente del Commissario straordinario Francesco Figliuolo, in un’intervista a la Repubblica. “L’immunizzazione – spiega – è il pilastro principale della strategia contro il Covid, ma ha bisogno di un edificio intorno. Distanze e mascherine restano essenziali, perché una parte dei vaccinati può sempre contagiarsi e contagiare, l’abbiamo sempre saputo. Una buona Fp2, portata bene e cambiata ogni poche ore, offre un’ottima protezione”. Quindi “anche se più alto è il numero di anticorpi, minore la probabilità di infettarsi e infettare gli altri. La terza dose – osserva – è efficace anche come misura sociale per ridurre la circolazione del virus in una comunità. Limitarla al di sopra dei 40 anni è stato un altro errore degli inglesi cui si pone rimedio oggi, dopo aver visto che i contagi si stavano concentrando proprio al di sotto di quell’età. Anche i giovani vaccinati, si è visto, potevano essere colpiti dalla forma grave della malattia, anche se con una frequenza 12 volte minore rispetto ai non vaccinati. Ben venga, in questo senso, anche la scelta italiana di estendere la terza dose a tutti i maggiorenni”. Quanto alla variante Omicron “dobbiamo misurare la sua capacità di evadere dai vaccini e di provocare sintomi gravi. Senza questi dati chiacchieriamo in libertà. Dall’inizio della pandemia abbiamo assistito a 12mila mutazioni solo sulla proteina spike. Questa variante ne ha più di altre ed è giusto seguirla con attenzione. Ma prima di parlare bisognerebbe capire quali sono gli effetti”. Secondo Rasi “non credo che arriveremo a somministrazioni ancora più frequenti. Comunque non c’è alcun rischio per la salute. La risposta immunitaria generata da un vaccino resta minima rispetto ai miliardi di anticorpi che produciamo ogni giorno”.
(ITALPRESS).

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