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Ferrari Challenge. Max Mugelli in grande forma a Budapest, per una tappa inizialmente non prevista

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L’appuntamento ungherese del Ferrari Challenge non era previsto nel programma sportivo di Max Mugelli ad inizio anno, ma dopo il positivo esordio al Paul Ricard, Mugelli, d’accordo con i propri tecnici e partner, ha deciso di prendere parte anche alla gara di Budapest.

Si è trattato di una ottima occasione per prendere ulteriore confidenza con la vettura in un circuito in cui Max non girava in gara dal 2012.

In questa occasione, dunque, il risultato non era la priorità, mentre il vero lavoro è stato quello di accumulare chilometri e dati utili per conoscere meglio la vettura… del resto Max non ha effettuato, a differenza dei rivali, una vera e propria sessione di test precampionato.

Obiettivo pienamente centrato, perché i tempi sul giro di Max si sono costantemente abbassati dal primo turno di prove libere fino ad arrivare a gara 2: Mugelli torna dunque da Budapest molto soddisfatto e con numerosi dati da analizzare per andare ancora meglio nella prossima gara.

Il risultato non è da buttare (ottavo in gara 1 e decimo in gara 2) ma avrebbe potuto essere decisamente migliore se Max non fosse stato coinvolto in due episodi che suo malgrado hanno condizionato il weekend.

In gara 1, dopo una partenza da manuale, Max viene infatti tamponato sul posteriore destro dal giovanissimo ex kartista Donno che lo manda in testacoda. Mugelli è bravissimo a non perdere il controllo della vettura e ripartire, anche se nelle retrovie. Il pilota di Ronta in rimonta si rende protagonista di un paio di spettacolari sorpassi che gli valgono la ottava posizione assoluta sul rettilineo di arrivo.

Gara 2 è invece condizionato da uno spettacolare incidente in curva 1 dopo la partenza che coinvolge alcune vetture, tra cui fortunatamente solo di striscio anche l’incolpevole Max, che riesce comunque a rimanere in pista. Il colpo mette però KO il traction control a causa del sensore dell’imbardata, e Max sarà costretto a disputare l'intera gara senza di esso. Una gara che al primo giro lo vedeva transitare in quarta posizione che Max deve cedere solo per una decisione della direzione gara, che gli infligge un drive throught per una, decisamente molto dubbia, infrazione in partenza. A causa della penalità, Max retrocede dunque nelle retrovie e non può fare altro che accontentarsi della decima posizione.

Risultati che dunque non rispecchiano il potenziale di Mugelli, che comunque torna da Budapest molto soddisfatto per i continui progressi fatti lungo tutto il fine settimana.

Max Mugelli:

“La gara di Budapest non era prevista ad inizio stagione, ma riuscire ad essere venuti qui ci ha fatto sicuramente bene, dato che la vettura ci è stata consegnata a pochi giorni dalla gara del Paul Ricard e non abbiamo mai avuto la possibilità di eseguire almeno una giornata di test. Perché sono molto soddisfatto nonostante l’ottavo e il decimo posto? Perché ho avuto la possibilità di provare alcune soluzioni di assetto e ho cominciato a guidare la Ferrari come va fatto per essere veloce e sfruttare la gomma nuova in qualifica. Per questo sono riuscito ad abbassare i tempi con costanza fino ad arrivare a pochi decimi dai primi, e questo era l’obiettivo che io e il mio ingegnere ci eravamo posti.

Guidare in Ungheria non è stato di certo facile: si tratta di una pista davvero tosta, che non ti lascia respirare, dove dopo una curva ne arriva immediatamente un’altra. La mia preparazione fisica mi ha decisamente aiutato: un dato che credo possa dare idea dello sforzo è quello dei battiti cardiaci. Prima della partenza, a riposo, ero sui 41 battiti al minuto, mentre in gara sono arrivato fino a 171 battiti al minuto! Anche a causa del gran caldo in vettura!

Sono pertanto molto soddisfatto: in qualifica 2, nettamente migliore rispetto alla prima in termini cronometrici, sono riuscito a stare vicinissimo ai primi nel secondo e terzo settore, nonostante questi piloti conoscano la vettura molto meglio di me e siano venuti a provare in Ungheria. Il livello dei primi è molto alto, alcuni di loro molto giovani che provengono da categorie mondiali nelle formule come GP2 o GP3.

Se poi nel corso delle due gare non fossi stato vittima di episodi sfavorevoli (il tamponamento in gara 1 e la mancanza di traction control in gara 2 unito ad una discutibile penalità per un allineamento non corretto in partenza) allora sarei riuscito anche a portare a casa un risultato migliore.

Ciò che è importante è però il fatto che abbiamo accumulato dati preziosi e chilometri anche grazie al fantastico lavoro dei miei ragazzi di Eureka Competition che mi hanno permesso di conoscere meglio la mia Ferrari: già dalla prossima gara ad Hockenheim conto di fare tesoro dell’esperienza acquisita e di puntare più in alto!”

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