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Gattuso Tottenham: la protesta dei tifosi ha fatto cambiare idea agli Spurs

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Rino Gattuso è stato a un passo dal diventare il nuovo allenatore del Tottenham ma i tifosi degli Spurs hanno protestato veementemente sui social

Rino Gattuso è stato per qualche ora il primo nome per la panchina del Tottenham. Il club inglese voleva l’ex tecnico del Napoli ma non aveva fatto i conti con i propri tifosi che – quasi da subito – hanno montato una veemente protesta sui social.

Il motivo? A loro dire Gattuso sarebbe violento, razzista, misogino e omofobo. Nel mirino c’è innanzitutto lo scontro che nel 2011, Gattuso ebbe con l’allenatore in seconda Joe Jordan: dopo un duro faccia a faccia, Ringhio lo prese per il collo. A Londra non hanno dimenticato, nonostante lui si fosse subito scusato rendendosi conto della gravità del gesto. E poi le frasi. Una del 2013, quando Berlusconi chiese a Galliani di dividere le responsabilità con sua figlia Barbara: “Per qualcuno come Galliani dovrebbe esserci più rispetto. Non riesco a vedere davvero le donne nel calcio. Non mi piace dirlo ma è così“, fu il commento di Gattuso. E ancora, in merito a una protesta contro il razzismo nel 2013 dopo insulti a Boateng: “Quante volte abbiamo sentito dei boo contro i giocatori bianchi? È successo anche a me, ma non ho dato importanza. Boateng si è di certo sentito offeso, ma continuo a non vedere del razzismo. Si tratta solo dell’ultimo gesto di una minoranza di idioti“. Senza contare l’hashtag che subito è andato in tendenza in Inghilterra: #NoGattuso, che ha fatto cambiare idea a Levy.

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