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Trasporti, Cuzzilla “Investire su figura del mobility manager”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nelle imprese di maggiori dimensioni abbiamo già sperimentato l’utilità di avere un mobility manager capace di prendere le migliori decisioni organizzative per i lavoratori. Ora che la pandemia ha posto sfide ancora più complesse, che riguardano da un lato il futuro delle città, la loro salubrità e l’ambiente, dall’altro lo smart working e l’organizzazione aziendale, è necessario investire in questa figura, allargando il perimetro e mettendo il focus sulle competenze manageriali”. Così il presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, accogliendo le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, che ha annunciato ieri la prossima approvazione del decreto sul mobility manager. “Il tema dei trasporti e della mobilità è strettamente connesso a quello ambientale. E’ quindi corretto un intervento coordinato dei due ministeri in modo che sia chiara l’entità della professionalità richiesta a questa figura”, osserva. “Nel momento in cui l’Italia riapre, bisogna gestire gli spostamenti delle persone puntando alla sicurezza ma anche all’innovazione. Abbiamo la possibilità di cambiare le nostre abitudini e il mobility manager può accelerare l’affermazione di una cultura aziendale attenta alla sostenibilità. Per questo – aggiunge Cuzzilla – sarà importante costruire strumenti di incentivazione che inducano le imprese a investire in professionalità nuove, capaci di analizzare il quadro completo delle problematiche legate al singolo territorio, di organizzare sedi e uffici nel rispetto del contesto urbano, sviluppare uno smart working all’insegna della flessibilità e del coordinamento con tutte le attività connesse, considerando le esigenze dei fornitori, dei partner e della filiera. Non si tratta di attività che possono essere affidate alle altre funzioni già presenti in azienda”, spiega. “Il mobility manager non è un direttore delle risorse umane. E’ una figura che pianifica, programma e soprattutto realizza gli interventi per rimodulare tempi e spazi di lavoro e per introdurre misure di riequilibrio modale che rendano il sistema dei trasporti più efficiente e più sostenibile. Già lo scorso anno, quando il decreto Rilancio aveva esteso l’obbligatorietà del mobility manager abbassando la soglia alle aziende con almeno cento dipendenti, avevamo richiesto uno specifico contributo a fondo perduto per l’inserimento di questa figura. «L’invito è ancor più valido oggi che giungiamo alla fase attuativa con un ricco bacino di risorse da investire nella transizione ecologica e digitale”, conclude.
(ITALPRESS).

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