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Valdarno e Valdisieve uniti per Bekaert, ieri il Summit con la Regione : cosa è emerso

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Ieri mattina (31 maggio, ndr) , al centro sociale Il Giardino a Figline Valdarno, i Sindaci del Valdarno Fiorentino e Aretino e della Valdisieve hanno incontrato il Presidente Giani e Valerio Fabiani, suo consigliere per il lavoro e per le crisi aziendali, per iniziare a lavorare insieme a Sindacati e associazioni di categoria sulle potenziali prospettive occupazionali dei lavoratori Bekaert. Presenti anche i rappresentanti di CISL, FIOM CGIL, UIL, UILM, CNA, Legacoop Toscana, Confindustria e Confesercenti. 

Tra le richieste dei Sindaci alla Regione: una analisi della situazione socioeconomica di Valdarno e Valdisieve, la reindustrializzazione dello stabilimento figlinese ed il ricollocamento dei lavoratori, grazie ad un progetto congiunto. 

La multinazionale belga dell'acciaio Bekaert, con l’ultima tranche di licenziamenti, ha infatti lasciato a casa 112 operai.

Al centro dell’iniziativa di ieri la proposta di un Protocollo d’intesa che, forte degli strumenti regionali, attiva una cabina di regia che lavorerà per tutto il territorio, coordinando tutti i soggetti. Una novità su piazza che parla al futuro con una proposta che, se funzionerà, potrà trovare applicazione anche in altre aree della Toscana. 

Le dichiarazioni dei presenti 

“Costruiamo un’intesa che, partendo dal Bekaert, metta in circolazione informazioni, idee e stimoli per individuare nuove opportunità di lavoro per i disoccupati del Valdarno, a cominciare dai 113 ex Bekaert ”., ha affermato Giani. “E’ fondamentale il ruolo dei sindaci – continua il presidente – anche per una mobilitazione in favore dell’intero territorio”. 

Dichiara Valerio Fabiani, consigliere del presidente Giani per il lavoro e le crisi aziendali: “La partita non è chiusa noi non molliamo di un millimetro sulla reindustrializzazione del sito. Da questo punto di vista non siamo stati a guardare: abbiamo messo in campo un’idea che lega Figline e Piombino nella filiera dell’acciao in Toscana. Si tratta di difendere, innovandola, un pezzo fondamentale dell’industria di base italiana”. “La priorità è mettere in sicurezza questi lavoratori – continua Fabiani -; domanda ed offerta di lavoro non si incontrano facilmente e l'obiettivo è lavorare su questo disallineamento. L’iniziativa che lanciamo oggi incrocia domanda e offerta sul territorio e se funzionerà brevetteremo, per così dire, un modello da esportare in altre aree della regione”.  

Il Sundaco Giulia Mugnai ha poi affermato: “Per tutti noi e per Figline e Incisa Valdarno in particolare, accanto al tema dell’occupazione dei lavoratori è importante un ulteriore aspetto: reindustrializzare il sito produttivo, che rischia di rimanere vuoto e abbandonato. L’individuazione di una soluzione reale e concreta per i 58mila metri quadri di stabilimento ex Bekaert è cruciale dal punto di vista ambientale e urbanistico, per evitare di ritrovarsi a fronteggiare situazioni di mancato decoro e sicurezza in pieno centro cittadino”. “Abbiamo chiesto alla Regione – continua il Primo cittadino –  di farsi promotrice di uno studio approfondito del territorio, che possa far emergere sia i vantaggi competitivi che lo caratterizzano sia le sue fragilità (tra cui infrastrutture, sicurezza idraulica e mobilità, da potenziare), nell’ottica di renderlo più attrattivo per ulteriori e futuri investimenti privati. Questo lavoro, inoltre, fungerà da base per una ricognizione delle attività produttive in espansione e potenzialmente interessate, quindi, ad assumere”. Sullo sfondo naturalmente il polo dell’acciaio toscano incentrato su Piombino. 

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